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Show 252 LETTERA XIX. al c'oiore, non ce 1a pofTono, non direi bugia; tefli- tnonxo quell'acqua di Caibii‘l, che fui ii primo a fate LETTERA XIX. 253: It or, [apore jnmndo. E poi {enza lafciarie pigliar fia- in Firenze, ventidue, o ventitre anni fono, che non to, eccolcne un alrro d1 Diofcoridc,al Capo ieflo del meno fredda, in pura qualm‘; d'acqua hicia , che a ufo di forbetto, riporto ii prcgio fopra quante bevande (1 fanno 1a Rare; 5 quefio, quanto a1 coiore Deil' odore, e del fapore poi, é preito detto. L'odo . - mane in mama , i/ 1m) fi'tji'o , i/ pin leggiera, i/piz‘l re, un certo iirerello d' aromatico, ii quale fpira cosi m confidenza,che ncii'alidore dell'aria ii {marrif cc di mannern, ch: per molto che il info 10 bracch mgi, nonlormvienenna a mettcrfene in bocca, ajutato Zail' umldo deila lingua,gli [i rcnde fcnfiblle per di dentro: ne 5 queflo il iolo odore, che Ii difcerna meolio col guflofche coll'odorato. Cosi ne' gran caldi data {iate, divampata l'aria dal Sollione, ii i'niattifce onnina mente ii iiro delie flame; onde ii vcdono i cani fcor-rer oome pazzi, fenza faper dove, finché una i'pruzz‘agha che venga una notte, o una ncbbia, nna mat- tina, non gii rimetrano in palla. ll faporc; un auiic- to, _che da ncii' amarognolo, e che a prima giunta effettivamente allappa; con difcrizione pcr‘o; e chc appoco appoco allungandoii colia iniiva ii foavizza in tanto , che il Signor AntomMaria Saivini potrebbe adattargli 1' iiieiio, ch'ei difle con iomma propricta‘l, e. galanteria dc] Bucchero nero di Natan. 0‘ mm gen- tgle anfieritaa'e avvmnpa e lafcia una bocca , e on finto il miglior dc] Mondo, e che non v't‘: pai‘tiolia ne. d'ambra, of: di fiori , che v'arrivi a millebmii gin; e quelio credo, che iia tutto queilo che ii puo dire~ del Cato. Faccia favore adeiTo ii Signor Conte d} fmir di leggcrc ii di iopra acccnnato luogo di Plimo, ch'ei pom} rifcontrdrc a1 Capo dodici del Libro dodici . Sincerum qmflem levimle depreberzdimr, (9' co- lore rnjfo, odorifqne Jun vitatc , (7' git/In , nmximé [immI: ptimo Libro. Sana due fjmz‘ie di Narda; Indiana, e Sirimro .. .. . de/ Sirim'u 27121)) [limnto :3 jémpre, di cape/Into, i1 pix} flL‘i'éf/b, e 1'! pin rim d'odore. Odors [tn/'andure di qnet/o dc] giumo adore/b, angular: (la Cunzia) e the in 0/1733 fia cam (11' jpiga, amara di fapare, allaygi la Iingua, e la laji-i per m: pezza profumam tiff/[(11114 fi-ngranza. Ella drca ll vero Signor Conte, a vedermili prci'cntat la battaglia con si poco di fronts, clla non ii farebbe mai alpettata tanto di fondo, non é egli vcro? Ma io l'impatai ncl Pen‘J, quando da giovane io ferviva negli eferciti di AthavaHpa, form 1] Generaie Ruminnavi. motto era un fuo nome di Guerra, che vuoldire,0cchio di Pietra, cosi detto da una macchia, che egli aveva in una pupilla. Non poteva cof‘tui flat iottoache di tanti bravi uomini , allievi di quella i'cuola, che fotto gl' Yn- chi aveva dilatato in tanta immeniité quell' lmperio, a ncfl'uno, inlino a quell'ora, ave-iii: avuto a riufcire d' aflogare , [‘6 non altro, nella molritudinc un piccolo corpo di Cavaili Spagnuoii , ch' 6in avevano full: oraccia , c che pcfavano tanto. Se cofloro, dni'e egli nel fuo fe, non fono altro che uomini, qualche coin fa- rz‘a. E in cambio di dlflendetfi in una gran linea, occupando pm lcghe di paefe piano, come in diverfc occaiioni avevano fatto tutti gli altri, pofizton (diciamolo in Franzefe, che in Italiano non fapre1)fur zm defi/é, con un folo battaglione di fronte, ando dietro a quello raddoppiando le linec, battagliono per battaglione, non {o [c infino m diciotto, o vent: di fondo,dicendo,verré loro la rabbia; {c non a for. za di menar 1c mani a combattere, a _forza di melnate i V 7 7'7] ii H> , k , 4""; L" _' |