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Show n4 ZETTERA mmn dor Cofianz'o, che c'ffendd piccolo, put fi piccava di i'velto, ncl 'pamr form 1' arco di trionfo, che gli &Wwflamm avevano eretto in Roma, cosi fedente come 6in era ful carro, {i curvava nellc {palle , e teneva baiI'o ii ca~ ALMGNORCAVAMERECONTE p0, per dare ad intenderc, non fo fe piii a {e medciimo, 0 agli alrri, ch: a flat in bello tcfo, non vi {a- rebbe poruto paflare. lo benchc‘: da meuo di quefi'lmperadore, vi confcfl'o d' avere in qugfla Lettera fatto qualche cofa Cu 1' ilieil‘o' andare . Ma vi confelro , che in dire a quel modo ho pretefo d'impegnarvi a creder per cortciia,che io n'inrenda alfai pm di que~ FERRANTE CAPPONI «wwwww fie materie, di quelche in realtfi io intendo. E cosi é veramente mirabile S. Bernardo , in quella fua re- LETTERA XIX. fleflione; gioriofa virtl‘i l'umiltz‘i, delle di cui divifc,fa Ucfia non {an} Letters. Elia fan‘i piutto(to un pofcrittoauna,che nc fcrifli parccchi fettimane fono al nofiro Abate Gianni; e in rcaltz‘i, ficcome mi fovvenue infino d' allora , qucl Che mi rim ' folvo a fcrivere adeiTo,cosi il mio primo penfiero fu di fcriverlo a chi io fcriveva allora. Fatta poirefleffione,che per poco,che foITe quello che io aveva nel capo, non avcrci poruto dirlo cosi brevementc, Che per un pclbritto non folie gala di raccenciarfi la fua maggior nemiCa, la fuper- bia, rte 'vi/efcar. Addio. troppo,‘ non nc feci altro; coniiderato, che farcbbe flaro anche meglio i1 vedere,fe mi foife riufcito d‘ appoggiare quel niio prinio concerto aqualclic cofa di piCi, Che non avcrei potuto fare allora. Adefl'o che mi pare d'ezi'cre a rim di formarne, fe non una Lettcra , un Viglietro, mi rifolvo di fcrivcrlo piuttoflo a1 Signor "Conre , Che al Signor Abate. La ragionc; per eiiér la mareria pii‘i da Cicisbei, Che da Eccleiialiici. Non chc io pigli il Signor Come per un Cicisbeo. "Ciel mi guardi ,che io voleffi pigliare una bega colia Signora ContciTa mia Signora, per la quale ho un cosi profouQ; do |