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Show x68 LETTERAXI. LETTERA X1. 169 faria. Mentre rifponder‘a quell' altro filofofo, che d'Egitto, e um alla Gumedra dc] Prefio Giovanni, e ha veduto qualche cofa fuoti de'fuoi con tuttc 1e flrane differenze de'fiti, o vogliate della diverfa telfitura dc' corpi, 0 del divcrfo nutrimento,o Vde'diverfimeflieri ,vedtete ognun di quefti cant piglia- libti , e ha fatto qualche paflo fuori del 1110 gabinetto, Che bafla eliere itato una fola voita a caccia, dopo quei gran feccori del follione , per avere olibt‘vato , che un intera bracchetia, la mattina. dopo due ore di fo1c, comincia a aver deile brighe a fentit di qui a li il (ito d'una btigata di diciotto, o venti peruici, vedcndofiicani fcottete in quit, e in 151 come matti, fenza date, in niente , guardando in vifo i1 caccia- tore con un palmo di lmgua fuora , fltafelati , ri- finiti , quaii dicano, non c'é fito. Ora vcdete quale fperanza di guida pet un cane, nella traccia del IIto lafciato per quaranta mi gha di flrada da uno, venuto trottando in un calefl'o otto di fouo, particolarmentc dopo le orribili libecciate , 1e piogge , e le gtandini, che fono flare in tutta quefia fettimana. Orsu quefla ancora, e poi bafia fu quefto particolare. Siari quelche fi pare quello che fa agire un cane verfo il Padrone in un modo, e vetfo 1' elttanco in un altto .- cofa materiale, come s'é detto, ella ha eiTere, la quale ufcendo dalle catni del Padtone, vada a razzolare ful cane, 0 ml cane. E fecondo chc la figura delle patti , che razzolano, e la difpofizione delle razzolate nel medeiimo Padtone, e nel medefimo cane, apptetTo a poco, avcrcbbe a eiTer fempre la medefima; cosi appteflo a poco avetebbe a efl'et fempte il medefimo efl'etto di quefto tazzolio . E pure pigliate oggi dieci cuccioli nati deli' iflcffa madre, e {ubi- re attaccamento al proprio Padronc, abbajare,e digri~ gnare a i Padtoni di tutti i fuoi ftatelii, e mordcrgli potendo: flrano caio. Donat dieci orivoli all'impazzata tutti dell' ifleflb Maefiro, dell' lflcfla fattura, dell' ifieli'a grandezza ,e abbattetfi a donatgli a chi (1 novava pet appunto la chiave che va bene a i loro albeti per caticargli, a cavatne all' ifieflc ore, a gli flefli minuti fecondi, pet cosi dire, gli ficfli garighoni! om fe cgli é giuflo, che paja flrano, anzi liraniflimo, chc fi dia quello cafo in dicci, non fari egli da trafecolare, da lirabilire, che fi dia in tanti milioni, e milioni di milioni quanti fono flati, fono, e {atanno cani, che da cuccioli abbiano avuto, hanno, e averanno Padto- ne in tutti i fecoli paflhti, nel ptcfente, c negli avvenite (quando elicr ben poteiiéro eterni) tutti i quali cani hanno fatto,fanno,e fatanno fefla al loro Padrane, hanno abbajato, abbajauo, e abbaieranno a tutti quegli degli altri? Con quefla p0 di bugatteila di pil‘), che a diet fatta quefia dilltibuzione con un altr'ordi- ne, talmente che niuno di quefli cuccioli abbia avuto, abbia, e (in pet avere il Padtone, Che ha avuto, ha, e aver-21 in capo a un tempo etetno,1i trovetebbe né pit‘l né meno, che ognuno di em avctcbbe fatto catezze a quell'iiteflo, al quale, fecondo la prima difltibuzionc averebbe abbajato , c avetebbc abbiato a quello, al to flattati , donatene one a un tintore, uno a nu quale fecoudo l'ificiTa dillribuzione averebbe fatto catezze. lnneflatc adeflb fu qucf‘to tronco d' univcrfalc conciatore di cuoja , unu a un profumiere , mm a attaccamento di tutti i cuccioli a1 loto Padtone, tuttc un moro, mm a un the mangi pelbe, c legumi tutto Fame , uuo a una Dania, uno alla Schinchimurra quelle mutazioni, e ittegolatithmhe i medeiimi fanno d7 vcrfo il medalimo Padrone, dcpcndentementc da'vari ac~ |