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Show c~*~n‘_ .1, -\ \l 48 LETTERA LETTER/1V? gio daIIa mafi'a del Iqme, {e n_e v23 accompagngto 513 due proprietfi nobiliflime, e pnmane, colle quali v c. me a cbndizionarfi mirabil‘me'nte‘a pote‘meglr da per. tutto con ficurezza,e impacciath con ogm,e quglun. que corpo, fenza paura di rima'ne'rvi‘prelofi per 51 fag. to modo mifchiarli colle matel'xali iufianze, e che E11. chinano a ignobiltfi, e natura di corpo: L' mm (1 e 1' cflrema invitibile fottigliezza,equefla gli vale co_n uiia l'.' 49 tifcono per efli pori, ficcomc anguilla , c ritomano in 1113 libertadc. L' alrra propricth del raggio il mate fi 6: , per la quale vien neccliariamcnte a riflctterfi, 0 come noi vo- gliamo dire ,a {piccar da quc'corpi , nquuali egli urta , e qucfla gli giova per riaverfi mirabilmcntc daHe cadutc ch'ei fa, fopra un altra fpczic di corpi,i qualinon gli danno cosi libero ii paflb per entro fe,comeitraf~ cotalforta di corpi,tuttifiniflimamente bucherati, h_c- parcnti fanno, e qucfii (ono quelli, che noi chiamia- comc i vagli, e gli fiacci fono, e quefil fang quelli , mo opachi . Ora fefaranno due di quefli tali corpi collocati in guifa, chc 1' mm di eFfi riceva il raggio a! ca‘ chc da noi chiamanfi trafparenti, come {0119 i] vetm, il crifiallo,e 1' acqua,della quale,avvegnache 11 notiro Pocta si diccffc. [icwme acqua recvpe _ ' . Raggia di [Me permm-xemlo tmzm cib debb'c in‘teudcrli inquanto alla debolez‘za. de'_nofiri derc, c l'altro come di foprallafcio,lo {Ha afpettando al ritorno , allora siche 1‘ mvcnzione é fornim. e ritor- fenfi,inabiliadifcernere 1e comnieffureinviilbili d} efla, divienc, mentrc ncl finite 1c fupcrficie piane di quci 1e quali {one per cosi dire infinite . (Llefii t_ali corp: adun. tali corpi (avendo a rjfietrere fempre per legge inevitabile,:tcriia delle rifleflioni,ad angoli uguali con quei dell‘incidcnze) quanto piL‘i ii bat-re d'una fuperficie in un altra, tanto pii‘i s'inviluppa, c imprigionali. Tali per l'appunto [dice Don Benedetto] figuratevi, chc Iieno l pori di quei corpi , chr: Ii chiaman ne- que a guifa di fpugne fl beono la luge, c n'imgano Jelorp vif'cere , poich‘é non folo que'raggi , c_he‘1mboccano a di: rittura ne'pori, Che quivi mdmflimi {oiio , e per c051 dire ,fenZa novero, ma quelli aacora, Che s'abbaptono nata addoflb al medefimo raggio,poiché la flefia virtfi di rifletterfl, per la quale ei 1i libera dall' impaccio dc' corpi , ne'quali s'ixnbatte, in tal cafo dannoliflima gli a dare in qualche poco di fodo ,da ultimo pu: VI ciléono - ri, fepolchri arufizioliffimi dclla luce , talmente difpo- ri di maxeria foda, Che in tali corpi rifpondono qmyi a'crini de'quali é tefluta la' 'rete deilo fiaccio , non Iono per avvcntdrei piall'ati,e piani per modo,che i ragi, che fu vi battono, pofla‘no ritomate in fuori; ma Em lavorati‘,econdotticon talartifizio, Che tutti sfug. 'gbno i‘ndtr'itro vcrfo la bocca, e feno. del poro , onde que'raggi, che vi dan fopra,venendo 1n u_n certp me» do a pol'are in falfo, non poffono a menu (11 non isdrucciolarvi dentro anch'cfli,ma non giil,cl'i'ei vi reflmp , anziadoperando quividi lot lbttihtademliicezza fgfmta t1 - fli, clie i raggi, Che gli fcrii'cono, abbiano femprc 1e loro fughc vcrfi) le parti pix) internc,e tuttc 1c novel- lc direzioni, cheacquiflano daglifcontri di queue facce,gl'impegnino fcmpre pift addentro, e in cos} fatto modo vi rimanganfepoiti. Dove per lo contrario dc]lc {upcrflcie di quci corpi ,che {i chiaman branchi, dircmo, ch'elle fieno d'un cosi fatto Javoro, cbc tutti, o la maggior parte de'lumi, Che 1e fcrifcono 1i rifoudano ugh occhi noi‘tri. C052 come color term: per ven'o 1) Lo 1 -._'-,‘._'V;:‘._.,'.;... mqflm‘v.~ anch'cfli, conmofliacofaché tutti que' fottiliflimiandaf |