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Show m LETTERA IX. bafciatore di Mofcovia fpedito a1 Gran Duca Ferdinan. do; 1neflhfortunatamc11re la prima freccia nelbianco, contentaril,e non tirar Ia 123conda. Orsfi diceva 1! Padre (131.1101er Alicflbre , dopo averci Ietto in {Era 1111 pa- jo dc" {L101 Dialoghi, facczamo un poco 1'1 noflro ver{0. Qgefl‘p nel luo linguaggio volcva dire, d1c1amo quatcro mmchionerie; 1l vcuo dell' uomo, diceva quel buon vccchio, non f: 11 d1i‘corlo; 1| difcorfo é propmmcnte il canto,chc s'impnra collo flare in gabbia; il fuo~verfo 11au1mle,é 1'] dir dellc minchionerie. E Che 11;: 1'1 vcro, quando qucf‘te fon dctte a tempo, 6 con g1ud1zio,fi cava fort}: da cflé pifi frutto, Che da' difcom fer}. 10 vi pom) dire di me, chc i polvigli, LETTER/1 IX 115 di molto diaccio fotto. Bel penfiero favebbe, {e una feta, che io afpettafli a vegha nel mio gabinetto un' Orda di quefli nof‘tri Tartari domeliim , per etc-mpio, un Cerchi, un Cavalier del Bene, un Marphele Net", e per impoflibdc, m1 Paolo Falconicrl, un Marchele Tcodoli , e mettiamoci pur anche i! no. firo digniflimo Alibflbre, fpugliato d1 quclla irradiazione afcuizia, ch' ei news 1er palhre per gli oc- chi d1 chi lo confidera per noflro fubaltcrno; be! pcnfiero , dico, fe io mertefli a bollire in un Bucche- ro deHa Maya, can dell' acqua d1 Cordova, quattro , o {61' rottami d1 bucchero di Guadalaxara,tenutia 1e pafiiglie, lc cunzie, l'acqua d1 gelfomini, i forbett1,il latte, 1'1 cioccolate d1 fiori, e gli intingoli, m' hanno dato modo d1 moltilfime voltc di ottener deI. profumarc tutto Fame in una pellc d'an1bra,con un danaro di lacrima d1 (Lynquina : oh non farcbbe egli un regalo gettato via? A quefia genre 1'] maggior regalo , non confifle nell' odore, confifie 11c] far low le cofe, she la morale, i fonctti, la filofofia non vi 1' onorc d1 moflrar d1 credcre , che 1'1 dilettino d' [0110 amvati. Efclufi quegli odori femplici, che am- odori , che pexb per 1010 ogni cola é buona. Reci/xe : mm fcorza d' arzmcio wta , con rm pow di belgioim [Sq/fa , ([118 garofimi mtifln‘flli, um) fiasco di mazzano, c1 vuol anche riguardo, c difcrizioue nell' ufo de'compofli, che dilettano. Tal profumo com~ porta‘una {211a dove fl balla, che non lo comporta mm Camera, dove fi giuoca, e molto meno un gab~i- netto, c in queflo gabmetto ancora bifogna difiinguer ]e_ p_e1‘fone. Mi face venir colleral'altro giornoilVan- mum/la, (0177‘ 17 mm can ({L'QZ/fl 70/11 [9:071:10 /' arte, e mm a bol/ire fiz/ bracm'e . Ci i'ono ancora delle tef‘te, chiamiamole delicate, che, non dico a fpruz- panlavato di caccil‘l. O Vanninicaro, che daremo noi zolar pcr aria , m2 ad annafliare femplicemente con un pace (1' vaua d1 triboll, rifentono i'ubito dc' g . racapi. In quelh caii bii‘ogna aver pazienza, e tcncr bcn ligiHnti 1 vafi della fondetia, e contentarfi di non all? voflra Sereniflima Padrona , un giomo , che ella G fare odorc. E {e lamnno Dame, che f1 dilettino della titolva di venire a merenda nel mio Otto? Dite, dite Carabc, e di carta abbruciata, rcgalarle d1 carabe , 6 a Maefh‘o Agnolo, che gli faccia buona provvifione (1' d1 carta abbruciata, Che ci farcfl'c v01? L' intereli'c deHa nnflra flima , e della nofira pace, men'ra bane 11 facnfizio della nofira vanitfl , in I'oppnmerc di quei talenti, chc conoIciuti :1 mezzo ,c1 tendo- mm, c‘hc a certe donne amiche della Maria , Che avevano htto dire d1 voler cher da lei, voleva fare un nova frelbhe,e d'un buon profcmtto d1 Cafentino,c fe vglete regalar Ia converfazione d1 qualche galanteria d1 vofira mano, fate pure un panlavato, ma lavatelo con buon mofcadello,con di molto zucchetu fopra. e di no rcd1coli , e che conoibiuti a fondo, ma non H 2 pa- |