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Show no LETTER'fl IX. fa non ci poteva arrivare. Mi ricorderb fempre ail' altrc, di cerri cofcinettid'odcre, che fatti bene i con- ti s'avvicinavano a 400. pezze da one. 10 vcdeva, E: veto , voi, e 'l Saracinelii far maraviglie con manco affai; ma diceva tra me, {e quefli col poco fanno tanto, che 1i farii egli .col molto? In quefiaiofpeniione m'occorfe di fare un terzo viaggio in Fiandra,e trovato il Duca di Montalto in Brufellcs, e prefoci fervitfi, un giomo in oceaiione di Iodargli ccrto polviglio, intefi aver egli al fuo fervizio un Ajutante di Camera, tirato in da ragazzo dal Cardinale fuo Padre perla profumeria. Penfate,l‘amicizia fubito .fu fatta, e ibcondoché i1 Duca abitava la Cafa di Bournonville,ed i0 vi. cino la grofle Tour,la (late in cambio didormire,Fran. cefco , che cosi ii chiamava l' Ajutante (i1 cognome non me lo ricordo, ma adeflb mi fovviene,che poi-fa eflere Mercader) [6 me veniva da me a lavorare qualche ga~ lanteria. Crefciuta la domeflichezza , Franceico mi porta un giorno i1 libro di tutte Je ricettc del {uo vecchio Padrone, e m'ofl'erifcc cortefemente di poterne far fare um copia. Potete credere, che io quella feta non me n' andai a letto., che non l'avelli icorf0 da capo a'piedi, ma la ibddisfzizione del nuovo ac- quifl'ogni venue amareggiata dall coniiderare, che m' averebbe fervito a poco: la dramma efiéiido il pefo pii‘i minuto , a] quaie in tutto quel manoi'critto io trovaifi taliata 1' ambra. ll giorno iubito , che Francefco arrio va, Vimigo me paint , qua ms memorias me whim" may pom . Y coma eflo Sewn? Pien/b qm' par 41/12 to. man cl aux/Jar gm par anime, 0 par men/'10. M'accorii ,che quel buou Cafligliano durb qualche fatica adiil iimular lo ibandolo, ch" ei prefe dclla mia femplicitfi. E {e aucor i0 era di quelii, che Ci‘edevano, che il iuo Padrone {panda-fie 4o. 0: 50. mila pezzc in odori: e‘fe mi .L‘E'TTERA IX. J" mi dava ad intendere che que'iii, che dct‘tano 1e rice:te facciano, queHo, che dicono, 0 dicano queiio che funuo. Che nefluno buttava via ii iuo ailo ifnopohto, tunto pii‘i,chc in tutte 1e cote c'é una eci'ta giufi‘aproporzxonemitre 1a quale i'eccedere nun {erve a nicnre, poiché o no] i'opporta la cofa, o nun lo orta, 0 non io ratiigura ii nalo; e conclui'e la fua dcciiimazionefla terri) femprc 2‘: meme) con quefla beliilfima iimilitudine. Tcnga per ilCUl‘O, che gli odori fono Come i profumicri. Ogandoii profumiere lavora, tié da garzone: in fari‘ccto , sbracciato , i capelli legati di dietro; quando ha daflevar largmmte: 5'] 61161770, 61 avam'w, lg Gaza/cm a/ Cardmml, a! Duque, 1; mi fifiom la Duquefl fit , [tiego‘ fit cypada ,y j" mp0, /e pone may de Cam/Zero. Tutti gii odori a vederii neile ricetre comparifcono form il baldacchino. Dramme, quarte,oncie; Sefiar, (ado e: lucimienta, tado es grandma; todo es mifl-erio. In fatto fono poi pii‘l correnti aifii. Vuol che i0 1e cavi_ di [Otto il baidacchino, e 1e faccia pali‘are in Angicamera tutte quefle memorie . Mi faccia grazia di icrivere in margine, fecondo che io le dirb. uefia é um ragazzata; quefla non val niente, queih il mio Padrone non la voile né meno p'rovare; qui ba. fla una mezza dramma; quiavanza di due denari,eco51 via via,ricetta per ricetta m' andb dettando una critica economica a tutte, conforme avcte veduto nella copia, pofiiliaca di mia mano, fotto la decratura di quel galantuomo . Voi vedete quanto vai'ca da queflo apologhetto potrebbe cavarfi 1' applicazione alle materie morali,epo. litiche,‘ precifamente in ordine, dirb a ricettarle, che quello, che comunemente {i fa con certe preparazioni troppo fontuofe. Ma la cofa e tanto facile,che ognu- no pocendola ritrovare da [e , mi contentcrb d1 farci fempli- |