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Show fl‘rgquKMV-‘wfiwfii V ,, 2m LE'TTERA XIII. lETTERA X111. 2" ceverlo da lei, me 10 fun dato di min cortefia da me la dabbenaggine con cui fcappano talvolta detci. Con- medeiimo, 1a fupplico di permettermi di domandarlc , fe cede qwfumm, amnipotem Damn: no: Umgmiti. tuiua. ella creda, Che dicendo Ariflotile, che non fu mai ii- militudine , chc camminaife con tutti e'quattro i piedi, w per carnem nativims liberet , udiva una c1] qucfle mattine alia Malia nclla puma Colletta dcllc commemora- i0 abb-ia pretefo di confonderlo con mettcr fuori d1 zioni delic Ottave, e be! peniiero, diceva tra me di queflc befiie, e poi perché chi pretendclfc i'ul fondarncnco di qucfla nuova nafcita, d1 pigliar la Chicfa in parola d'una delle due con- La memoria delfatto mqua non langue di fame batter la medaglia,col ?rimm, non in urban, come abbiamo di non fo qual altra befiiaccia ,in un ro- vefcio d' una medaglia antica della qualc adeilo non mi ricordo, ma in arbem invexit? non per vita mia; anzi in mi dichiaro d1 darle tutte quefle abortive fimilitu. dini per manchemlimon d'un picde, 0 di due, ma di tut- ti quattl‘o, come ha nccciTariamente a efl'crc ogni termine di mezzo tra 'l creato, e l'incteato,e tra'lfinito, e l'infinito. E per efl‘crne V. P. perfuafa,abbia la bon- tz‘i di riflettere,quante voite in quefta Lettera io mi 113 rifatto a chiamare ogni comparante, che mi foiTe venuto fatto d' addurrc de'comparati , che in mi femiva guazzar per la tefla , materialiflimo cortiflimo, mifcrabiliflimo , e perb pit‘l atto ad abbagliare , che ad aju. tare a difcemere, a difcofiame, che ad a-ccofiame,da cib, chc non pub toccarfi a mine miglia, anzi a infinitc. E per tanto , ficcome doveva trovarii nelle ifief- fe anguihofc circofianze, cosi.p-enfo aver avuta l' ifieflahmitata intenznone chi difieie qucl paflodeiConcilio, ibnz'eifcrfi mai fognato di pretendere di legare qucl flout Gonfilbfiafltiafis (fl Pam? per Diviuimtem, ita cau/ubflmztialis eff Matri per bamanimtem , quaii compa- rante a1 comparato, come faceva colui i corpi vivn a' morti, da bocca a bocca, da pctto a petto,da braccia a braccia, ed'eitender per queflo vcrfo la fua fimilitudine a perte dc' 'uE-uc. Sono di quei modi di dire, chc quanta pn‘l {oggetti a cauzione, canto piL‘x giuihficlino fcflioni; 0 Che i1 Verbo foli'c nato un altra volta dall' uomo ,0 ch' ei fofl'e nato, non generate dal Padre. Staremmo frei'chi {'c s'avelfetoapighare cosiappunto tuttc le Iimiiitudini, che abbiamo nclle Scritturc. Ma finiamola d1 grazia, e bafli infin qui di quetie cifre, dirb col Pctrarca . [me/latte da mi [011' ambidue, . 0 pct meglio dll'e, di quelii ~indovinelli, e rcvetifco V. P. devotiflimamente . |