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Show A 151;- T» T O QUARTQ; I}: mio Padre la cacciava , e 1' aveva pg; um Bagafcia , per una SgualdrinaM; in quella io amava re flcfla : c trapped, torto tu per cio mi ('crapazzi . . --.-'-.:‘~u'¢ -. . 3'. \u'f‘ 5.. um wru- .. . mirar te Relic: in uno fpecchio . ‘ M..Al. Appuiito . Gig. 0 term, e- come '1 fofLieni tu. Va via Lag. Hai tu forfe Lelio fatta vem'r Mon: infamc ,indegno, Che fe tu foffi nato m Caffandra qui ? Ma :1 ch: fine {E come ti vanti, or non ti vedrei quime dov'é: i'anello, Che avevi nel dito? t'avrei veduto . "Non m' hai tu dctm Ra mattina di volcre ufcir del Mondo, non Che di Livomog ,3. Si GiaLinm : I' ha dctto di volere ab. bandomr Livomo , 6!: fan) .11 farési: Le. Qua! Cafsaadra, che anello .3, Lag. Oh, tu mi fai l' intronato . Riccvi il (uo {econdo padre , ch'é qui . Quefii é veramcntc Mefler' Alberto Riccheri ' venuto di Geneva . . . gm rem, ma non con quella paceflh' 511.10 fono ii canto buon Servidorc di 10 con mc pom) . E fc la tua fedc Cari Mefrcr Lazzero: c v'accctto per min... Le.Perdonatemi Signor' Alberto, ch' in come la méa , fenza dam i1 cuore di non voglio ingannarvi . guardare in faccia ad altx"hzuorr10,fPcro ch; '1 tempo ti fad conofccre- 921. E in the Q D10 . 6 come non m' hai :mcor cono‘ Le. Ah pudre crudclc, perch: non pen-g {auto !‘ Tislafcio Giacintm: Iddio v9v glia a Ch'io d1 dovcro non Lafci [3 W ...,,... Mlazgcra, Mdlberto, e Lelia J 65:1. Io m'affomiglio a colci , che tuopal ' M.La{.E Cco Lelio;c parlava coll: Si; dre crcdeva um Sgualdrina! Le. Si Giacinta:fc in la vedi , fa contod. gnora Cafl‘andra . D M z .,¢ .-_.-~ mu". , --ava",9v,. IV. SCENA yzw. Iddio voglla ch'io fin ViVO fin Ch- 1 fa re . . . . . Lag. A che a Le. Che puo un figliuolo mm mome , ch: elfcre firafcinazo . . . .10 para . Gm. Oh , Sopraggiugne'rzdo M. Lagg- 6M .42 mo, Giac.fe n'emmg . Lag. A ch6, torno a dire ? Le. Froppo aardi vi pentirete d' aver per,duto un figlée , Che v'ha Primate ,c n~ verito da padre: L-hc v'hn {empre pbbc: dine in cie, che poteva obbedirv: . 5C2; { ‘ M z Laz- |